domenica 17 gennaio 2021

SIMILITUDINI


In questo aggiornamento abbiamo voluto proporre elementi simili proprio per sottoporre alla vostra attenzione quanto invece c’è di affine con gli avvistamenti del resto del mondo. Fenomeni aerei non convenzionali catturati dalle webcam della provincia, che non sono presenti solo in loco, ma che trovano somiglianze notevoli negli avvistamenti effettuati in altre parti del globo. Stupisce la quantità del materiale prodotto e si noti bene dalle webcam disseminate nella nostra valle, materiale che quindi di provenienza genuina e certa.

Nella carrellata vedremo oggetti di varie forme e dimensioni, oggetti tondi, lenticolari, luminosi, a forma di campana e altri quasi immateriali, ma ognuno di questi trova rispondenza in altrettante presenze similari fotografate spesso oltreoceano. In comune anche il fatto di essere stati avvistati in un arco di tempo breve, altre invece recentissime. Un ringraziamento particolare a Felice Sirtori per il reperimento, il confronto e l’elaborazione di tutto il materiale.

                                           OGGETTI TONDI


      Filer Idhao USA                                                                     Cima Motta VALMALENCO



      Los Angeles CALIFORNIA                                                          PIATEDA 1 Luglio 2020


      Coronado Island California            Monte Spondascia Valmalenco Agosto 2020


     Ufo sopra Eagle Pass, TEXAS 2020                       PIATEDA 24  Maggio 2019

 

OGGETTI LUMINOSI

              Ospedale di SONDRIO Maggio 2017              Miami FLORIDA Maggio 2019

 

 

        Portogallo 25 Maggio 2018                                  ALBOSAGGIA 8 Febbraio 2020



      Dischi luminosi ripresi in varie zone, a destra a Palm Springs CALIFORNIA, in basso a destra avvistamento a Chiesa Valmalenco del 3 Settembre 2020

                                                                                                                       

 

          SONDRIO 9 Marzo 2018                                                               ARIZONA 15 Aprile 2020


  

CORONE LUMINOSE


 

 OGGETTI A CAMPANA

      San Benito TEXAS               Webcam POPSO verso Sud-Est 9 Marzo 2020 h 16.09


  


OGGETTI PIRAMIDALI

                                                                                                    Torre S.Maria 27 giugno 2019


DULCIS IN FUNDO…

 

Spettacolare avvistamento UFO sopra Chiesa Valmalenco verificatosi il 25/05/2017. L’oggetto luminoso ha volato per circa mezz’ora: è stato visto arrivare dalla località Lago e dopo un sorvolo del centro abitato, dirigersi in modo repentino, prima verso Caspoggio, poi verso Lanzada e infine sparire verso la sommità del Pizzo Scalino. La foto è stata ripresa dalla piana di Campagneda, dove un gruppo di sette persone, tra cui l’autore dello scatto il Sig. Lamberti S. di Monza, ha riferito di aver visto di fronte a loro improvvisamente una luce fortissima, proveniente dal fondo valle. Fermatasi per pochi secondi, è poi schizzata verso la cima del Pizzo, scomparendo.

Molto simile la sfera di luce che si è palesata nel parco di Yellowstone, in sorvolo sopra il geyser “Old Faithful” ripresa dalle telecamere disseminate sul territorio della famosa riserva naturale del Wyoming.  Era la notte del 11 agosto 2016 quando  l’occhio freddo di una delle videocamere di sorveglianza rivolta verso il famoso geyser denominato Old Faithful, è stato invaso da una forte luce generata dall’oggetto sferico apparso improvvisamente e di origine sconosciuta.

 

Da quanto esposto appare evidente la varietà di forme e le molteplici modalità di manifestazione degli oggetti, che trovano riscontro e sono del tutto simili ai fenomeni avvistati in valle.

A livello globale la casistica degli avvistamenti anomali è distribuita su specifiche zone ormai ben conosciute e per questo costantemente monitorate dagli studiosi del fenomeno. Diversamente il territorio valtellinese rimane ancora oggi a margine degli studi e approfondimenti in riferimento a questo tipo di accadimenti anomali. Probabilmente la ragione è in parte imputabile alle perplessità nutrite dagli esperti del settore, presi, per così dire, in contropiede. Tali dubbi potrebbero essere generati dalla qualità dei fenomeni stessi, dalla loro complessità e dalla loro concentrazione su una piccola porzione di territorio montano.

             

 


Alzate gli occhi al cielo

 

"Medita sul cielo: ogni volta che ne hai l'occasione, sdraiati per terra e guarda il cielo. Lascia che questo sia la tua contemplazione. Se vuoi pregare, prega il cielo. Se vuoi meditare, medita sul cielo; a volte con gli occhi aperti, altre volte con gli occhi chiusi. Perché il cielo è anche dentro di te: è tanto vasto all'interno quanto lo è all'esterno. Noi ci troviamo al confine tra il cielo interiore e il cielo esterno ed essi hanno esattamente la stessa dimensione". Osho

Con questa profonda riflessione del Maestro Spirituale indiano Osho, vi accogliamo oggi e a questo pensiero aggiungiamo una frase dal contenuto molto simile che si trova sulle pareti all'interno della Libreria Il Faro di Sondrio.  

 



 Questo per lanciarvi un messaggio: "Alzate gli occhi al cielo!"

Ultimamente i nostri cieli sono solcati da diversi oggetti non convenzionali, anche quando possono apparire a prima vista molto simili ai velivoli di 'casa nostra' proviamo a fare comunque un video o uno scatto se possibile, perché i risultati vagliati da un occhio più esperto possono celare sorprese. E' quello che personalmente mi è capitato la mattina dell'8 gennaio 2021, alle 6.40, quando aprendo la finestra della mia cucina, in un cielo ancora avvolto dalle tenebre del periodo invernale, scorgevo una puntino luminoso bianco accompagnato da una luce lampeggiante rossa, tracciare una traiettoria apparentemente lineare, ma senza alcun rumore. Ho pensato si trattasse del solito aereo di linea, l'ho seguito con lo sguardo e già lo immaginavo allontanarsi seguendo il profilo delle Orobie, quando invece improvvisamente ha preso tutt'altra traiettoria, virando verso il monte Rolla che sovrasta l'abitato del capoluogo. A quel punto l'ho seguito anche dall'affaccio che ho su questa montagna, cercando anche di fissare il suo tragitto. Dal video che ho realizzato emerge poco a prima vista, solo nei primi frame si nota il puntino lampeggiare e tra la ripresa a mano libera, senza supporto e la messa a fuoco, ben poco si nota. Eppure il passaggio dell’oggetto e soprattutto la sua traiettoria, mi hanno lasciato perplessa, per come è avvenuto, per le modalità osservate, compresa l'assenza di rumori di sottofondo, decido quindi di analizzare meglio il video...Sorpresa i miei occhi stanno guardando una forma che definirei insolita, lascio a voi il piacere della definizione. Sebbene non saprei attribuire l'immagine, di certo sembra avere un profilo non convenzionale, sommato alla modalità sopra descritte, lascio trarre a ognuno di voi le conclusioni...

 



 Ma non solo...

Una lettrice ci ha inviato due filmati e alcuni scatti da lei ripresi in diversi momenti. Il primo è un video fatto in Valmalenco ai piedi del Pizzo Scalino, nell'estate dello scorso anno. L'altro nel tardo pomeriggio dello scorso mese di gennaio a Castione nei pressi dell'ipermercato.







Di seguito le foto riprese in quello stesso istante

Valmalenco 5 Luglio 2020

In evidenza l'oggetto 
 



Segue la ripresa fatta il 13 gennaio 2021




Un altro lettore ha inviato questo scatto ripreso nel tardo pomeriggio dell'8 gennaio 2021 da Sondrio verso Triangia.




Se anche voi avete materiale fotografico, video oppure testimonianze e volete raccontarle, potete contattare la redazione all'indirizzo mail uvaltellina@gmail.com
 

domenica 29 novembre 2020

ISS la Stazione Spaziale Internazionale

 

Per questo aggiornamento estendiamo lo sguardo oltre i confini territoriali, volgendo l'attenzione nello spazio grazie alla visuale che possiede l'ISS la Stazione Spaziale Internazionale che lo scorso 28 novembre è passata sopra di noi, precisamente alle 18.16 l'abbiamo immortalata sopra il Monte Rolla. Lo scatto risulta mosso per via dell'esposizione in posa notturna e sfocato perché senza postazione fissa, ma accontentiamoci!

Foto da Sondrio

La telecamera sella Stazione Spaziale lo scorso 15 novembre ha  registrato la presenza di 150 oggetti volanti non identificati nell'orbita terrestre. L'ISS aveva già  dato notizia  lo scorso aprile di un avvistamento simile, quando era stata registrata la presenza di una  flottiglia di centinaia di ufo in avvicinamento alla Terra. Anche lo scorso agosto il Cosmonauta russo Ivan Vagner, ha registrato la presenza di diverse luci strane, il video della durata di 60 secondi, mostra almeno 5 oggetti in formazione dietro la terra. 



Nell'ultimo avvistamento il numero di oggetti era tale  da non entrare interamente nel campo visivo della telecamera. Questi fenomeni appaiono improvvisamente per poi scomparire allo stesso modo. Inspiegabili le motivazioni, va detto però  che intanto l'unità Space Delta 9 della Space Force ha ufficialmente ricevuto ordini per la sua prima missione: la guerra orbitale. Intanto anche il mini space shuttle senza pilota X-37B ha effettuato una serie di orbite per scopi non rivelati, ma per un progetto dello Space Force.


La Stazione Spaziale Internazionale







Per chi volesse avere la visuale dalla Stazione Spaziale, ecco il link

Fenomeni Valmalenco Vs Fenomeni Terra

Che accade in questa sperduta valle della ancora più sperduta provincia di Sondrio? Cosa hanno di diverso i fenomeni che qui si succedono? Perché nulla si sa al di fuori di questa zona ristretta? Soprattutto come vengono vissute le esperienze dalla popolazione?

A questi ed altri quesiti proveremo a dare risposte esaustive anche sulla base di testimonianze dirette vissute in prima persona e raccolte sul territorio.

Innanzitutto è da premettere un elemento fondamentale: chi si trova a vivere queste esperienze non ha né la volontà né tanto meno il desiderio di porsi al centro dell’attenzione, nulla gli viene riconosciuto e soprattutto chi rivela testimonianze lo fa con la consapevolezza di essere esposto anche a critiche e derisione, quindi non ha ritorno alcuno, ma è mosso dalla volontà di portare a conoscenza fatti dei quali si è trovato ad essere investito. Alla luce di questa doverosa premessa andiamo a fare un rapido excursus sulla tipologia dei fenomeni.

Valmalenco: oggetti luminosi 
 (foto S.T.)

In ufologia la classificazione dei fenomeni era distinta da “Incontri del 1°- 2°- 3°- 4°” coniata negli anni Settanta dall’astronomo, astrofisico e fondatore del più importante centro di ricerca ufologica Usa, Joseph Allen Heynek.

Nello specifico:

Incontri di 1° tipo: visione di un Ufo posato a terra, a distanza relativamente ravvicinata (non più di alcune centinaia di metri).
Incontri di 2° tipo: l’Ufo, oltre a essersi posato a terra, deve avere lasciato tracce della sua presenza (segni sul terreno, bruciature su un albero, ecc.).
Incontri di 3° tipo: con l’Ufo deve essere avvistata anche un’entità animata.
L’incontro ravvicinato di 4° tipo è di origine più recente: si tratta della cosiddetta abduction, ovvero il rapimento di un terrestre a bordo di un Ufo. Tutti gli avvistamenti di Ufo in volo, invece, sono definiti “luce notturna” o “disco diurno”.

Questa prima classificazione è stata integrata con altri punti: Incontro del 5° tipo: comunicazione diretta e continua con gli extraterrestri.

Incontro del 6° tipo: la morte di un essere umano o di un animale nel corso di un incontro alieno. Incontri del 7° tipo: interscambio generico tra umani e alieni per la creazione di un ibrido.

Di recente i nostri ricercatori del gruppo THE X-PLAN hanno delineato una nuova classificazione per gli incontri ravvicinati o CE (Close Encounters) che partendo dalla base della classificazione originaria di Hynek, la integra sulla scorta delle più recenti informazioni raccolte in tema di Esobiologia ed Esopolitica. In particolare, dal 3° livello il focus viene spostato sull’individuo piuttosto che sul velivolo. La  classificazione TXP prevede 5 livelli di incontro, la potete trovare nel dettaglio.

Flottiglia e triangolo Valmalenco (foto S.T)



Dopo avere esaminato tale classificazione quantomeno per avere un quadro della fenomenologia, avendo quindi contezza di quale tipologia di eventi possiamo essere testimoni, vi mettiamo al corrente di una ulteriore esperienza: gli alpeggiatori nella zona dei laghi di Campagneda e Prabello, hanno già dato una loro denominazione ad esseri che vedono ed incontrano. Tale definizione che connota questi esseri è “Fùmin” che sta ad indicare la loro tipica colorazione cinerina, come se fossero esposti al fumo e quindi grigiastri, da qui il nomignolo nel dialetto locale.

Solo questo fatto nella sua genuinità e autenticità la dice lunga su cosa accade in quelle zone. Entità non ben definite, ma che la popolazione abituata a trascorrere in quei luoghi parte dell’anno, ha già battezzato con questo simpatico etimo per distinguerli dalla fauna autoctona. Ciò testimonia la frequenza, oserei dire la consuetudine, la sistematicità di avvistamenti e incontri di esseri viventi non comuni.

Direi che siamo già oltre e lascio a voi le considerazioni di questo fenomeno…

Troverete più avanti il racconto in breve della testimonianza)

Ma da quando la Valmalenco è teatro di questi fatti?

Da una prima ricerca effettuata in merito alla produzione scritta, relativamente a documentazione e articoli, al materiale fotografico, alla cronaca locale, nonché dalle testimonianze raccolte, fino a sconfinare in racconti tradizionali e leggende, si può evincere che da sempre la zona ospita fenomeni inusuali.

(Vi rimando alla nostra pagina Storie e Leggende che potete visionare sul blog). Per accedere a questa casistica, non bisogna avere apparecchiature sofisticate o chissà quali strumentazioni dell’ultima generazione tecnologica, è sufficiente essere animati dalla volontà di indagare tali fenomeni, essere dotati di umiltà, oltre ad avere un’apertura verso il non convenzionale, per imbattersi in testimonianze, fatti, racconti ed esperienze sempre più numerosi e coinvolgenti. Di più, quando si accetta in modo autentico e scevro da qualsiasi speculazione o mira, si diventa protagonisti in prima persona, testimoni di ogni sorta di evento non ordinario e la bellezza, lo stupore, l‘incanto ci avvolge.

La voglia di mettere a conoscenza e condividere tali esperienze, diventa la molla per uscire allo scoperto e portare il proprio vissuto alla luce, depositari di tanta ricchezza.

Resta un ultimo interrogativo a cui dare seguito: “perché”. Perché in Valmalenco?

Molteplici le supposizioni, le congetture fatte, che troverebbero numerosi riscontri, tra queste alcune assumono particolare rilevanza:

-         La zona è ampiamente disabitata

-         Il luogo presenta minerali con tipicità e quantità

notevoli oltre a sorgenti d’acqua

-         La popolazione possiede ancora quei tratti

caratteriali di autenticità e spontaneità tali da non

rappresentare o costituire ostacolo

-         Il Pizzo Scalino ha caratteristiche sue proprie tali

da renderlo elemento di richiamo ed interesse per

entità aliene

-         Esiste una frattura spazio-temporale in questa

zona specifica

-         Esiste uno stargate alla sommità del Pizzo Salino.

Ovni sopra al Pizzo Scalino - foto gentilmente concessa da Dario Giacoletto



Ovviamente tali supposizioni meritano di essere indagate per avvallarne l’autenticità. Mentre può essere facilmente appurabile la natura delle sostanze minerali presenti in zona, così come direi di mera constatazione la scarsa presenza umana dei luoghi, più complesso diventa dimostrare l’interesse alieno per lo Scalino, così come la supposta esistenza della presenza dello stargate.

Ma procediamo con ordine, considerando innanzitutto le caratteristiche della zona: la sua collocazione geografica da sempre l’ha contraddistinta, tanto da farne una delle principali vie di comunicazione con il confinante territorio elvetico e tanto da attribuirle nel corso della storia un ruolo di rilievo strategico in ambito politico, economico, sociale e religioso. A questo riguardo potete cliccare per trovare informazioni e cenni storici.

L’alta Valmalenco, in particolare la zona del Pizzo Scalino dove fenomeni e avvistamenti hanno una maggiore concentrazione, non vede la permanenza stabile di persone per gran parte dell’anno. Vero è che costituisce meta di escursioni sia nel periodo estivo dove è presente anche la monticazione sugli alpeggi di Prabello e Campagneda, sia in quello invernale con ciaspole e sci, ma per i rimanenti mesi dell’anno resta pressoché disabitata. Parlando della popolazione essa è costituita per la maggior parte da individui con carattere solido, magari diffidente all’inizio, ma con gran cuore, pronto ad aiutare chiunque si trovi in difficoltà e a condividere il companatico. A questo proposito ci è stato raccontato l’aneddoto dove viene indicata una creatura con il termine sopracitato di “fùmin”, che vede protagonista un’alpeggiatrice locale: l’anziana donna si trovava nella baita dell’alpeggio e aveva finito di cenare, quando si accorse che due occhietti la spiavano da dietro la finestra. La donna intravide una sagoma piccola, ma scattante, una testa rotonda e grossa, pensò che la creatura si fosse avvicinata alla baita perché affamata, quindi la sera dopo pose sul davanzale del pane, una scodella di latte e delle uova; l’entità pare abbia gradito tutto tranne il pane. Ad un’ennesima visita della creatura l’anziana provò ad uscire per avvicinarsi, il suo desiderio era quello di abbracciare un essere così piccolo e indifeso, ma egli sfuggì la presa scappando verso un ruscello lì vicino. L’acqua pare li renderebbe invisibili. La donna raccontando l’aneddoto, definisce la creatura un “fùmin”, così come altri pastori della zona riferiscono di aver incontrato i fùmin, utilizzando quindi un termine appositamente coniato dalla popolazione locale, per indicare soggetti contraddistinti da caratteristiche fisiche simili, appartenenti ad una tipologia particolare, che non trova classificazione nel mondo animale ordinariamente conosciuto.

Alieno a Campagneda (Fùmin) foto ritenuta autentica dal CUN
gentilmente concessa da Dario Giacoletto



 
La zona ricca di quarzo, serpentino e altri minerali, vede inoltre la presenza di sorgenti d’acqua, ciò costituirebbe una riserva di approvvigionamento fruibile e spiegherebbe i numerosi passaggi, avvistamenti e presenze di entità aliene in loco. Il Pizzo Scalino avrebbe inoltre, funzione di antenna emittente e ricevente, nonché nasconderebbe sulla sommità una sorta di portale per accedere in questa dimensione e sembrerebbe anche al suo interno, una sorta di stargate.

Queste ultime supposizioni sarebbero state avvallate da testimonianze e rilevamenti effettuati dai ricercatori che a più riprese hanno indagato e setacciato il posto, riscontrando il manifestarsi di fenomeni elettromagnetici interessanti e onde sonore impercettibili all’orecchio umano. Diversi sono i fenomeni fisici ed elettromagnetici di particolare rilevanza verificatisi in zona e registrati dagli esperti, tra i quali quelli avvertiti dal nostro gruppo di ricerca The X-Plan in una delle numerose escursioni fatte nella zona Campagneda-Prabello (v. Valmalenco files). Il gruppo riferisce tra gli altri fenomeni una curiosa esperienza, come se esistesse una sorta di bolla dove suoni e voci sarebbero ovattati, quasi si stesse attraversando una zona che attutisce i rumori creando una sensazione particolare, come di essere calati all’interno di una cupola insonorizzata. Diverse sono anche le rilevazioni effettuate con apparecchiature ad infra suoni e ultrasuoni, così come formazioni in movimento rilevate con raggi infrarossi, ad ulteriore conferma che tali manifestazioni vanno oltre la nostra percezione sensoriale.

 

 

 


domenica 11 ottobre 2020

GRAZIE!

 

Grazie di cuore agli oltre 1.300 lettori che hanno voluto buttare un occhio sul nostro blog uvaltellina.blogspot.com. Non credevamo di avere tanto successo alla prima uscita e questo risultato ci ha piacevolmente colti di sorpresa. Per noi significa che c'è la volontà di conoscere, capire e approfondire certi fenomeni all'apparenza inspiegabili, che esulano dalla normalità. Volontà e sana curiosità sono ottime basi di partenza per approcciare in modo adeguato qualsiasi argomento.

In questo aggiornamento c'è nuovo materiale, materiale di prima mano, fornito dall'esperienza vissuta in prima persona da alcuni nostri componenti della redazione, giunti in cima al Pizzo Scalino

Troverete il reportage e gli approfondimenti nelle pagine del nostro Gruppo di ricerca The X-Plan

A questo proposito abbiamo aggiunto una novità: il post "Storie e Leggende", che propone di volta in volta il materiale relativo a luoghi, vicende e anche personaggi, reperito nelle testimonianze o sul web.

Momento di pausa riflessiva per Nicolò Di Lella, che ci ha dedicato un'intera giornata del suo tempo prezioso, trascorso insieme alle porte del capoluogo, che ci ha regalato anche un "saluto" inaspettato. Molto interessanti e coinvolgenti i suoi racconti sulle esperienze che si trova a vivere raccogliendo i messaggi nei più svariati punti del globo e non ultima la nostra provincia. Ricordiamo che sarà a Sondrio il 24 ottobre. Per info contattare la Libreria Il Faro di Sondrio.

In questo aggiornamento per la pagina "COSA-VOLA-IN-VALLE" abbiamo individuato cose più terrene rispetto all'ultimo articolo: aerei e elicotteri che sfrecciano nell'area di addestramento situata al confine con la Confederazione Elvetica.

Questi gli argomenti che trattati, sperando di incuriosirvi e appassionarvi sempre di più.

Buona lettura!

                                         La Redazione


IL PASSO DEGLI OMETTI E IL PIZZO SCALINO

  

IL PASSO DEGLI OMETTI 

(testimonianza raccolta in Valmalenco)

Si narra che agli albori del secolo scorso, tre giovani pastori che avevano la baita a Campagneda, dove d'estate portavano il bestiame al pascolo in alpeggio, si diressero per quella via. Percorrendo il sentiero si imbatterono in tre esseri di bassa statura con una testa di dimensioni sproporzionate rispetto al corpo...Un po' sorpresi un po' spaventati per le fattezze non usuali, li oltrepassarono...

Tornati alla baita di Campagneda la sera dopo aver consumato una cena frugale annaffiata come d'abitudine dal rosso valtellinese, iniziarono la consueta partita a briscola. Come si sa con la foga della vincita e con lo spirito in corpo gli animi si stavano accendendo e uno dei tre compari pronunciò la frase: "Dovresti chiedere ad uno di quei tre ometti visti stamattina..." ma non ebbe neanche il tempo di finire il discorso che la baita ebbe uno scossone. Fu per il temporale, fu per qualcosa di collegabile al mistero, i tre amici ebbero una gran paura e da allora più nessuno volle ricordare l'esperienza né tanto meno raccontare la vicenda, ma da allora il passo ebbe tale nome. Certo la storia da noi raccolta sul posto, non dice molto ma conferisce un'aura di mistero al luogo e spaziando nelle province limitrofe abbiamo trovato passi e cime con un nome molto simile: la Cima Omini in Val Sarentino (BZ) che gli antichi abitanti designavano come luogo che fosse teatro di balli di streghe e misteri e il Passo degli Omini in Val Sedornia nel bergamasco.

LEGGENDE DEL PIZZO SCALINO:

Ermanno Sagliani racconta: "A Caspoggio lo sanno bene che il Pizzo Scalino non è una montagna; lo sanno da sempre e sanno pure qual è il momento esatto in cui si manifesta nella sua vera essenza. Alla mezzanotte, allorché il plenilunio imbianca lo spettrale ghiacciaio, una campana nascosta sulla vetta suona i pesanti rintocchi: in quel momento la montagna diviene un grande castello che sulla cima del suo torrione inalbera una croce sfolgorante nella notte. Esso si illumina e si anima mentre sul ghiacciaio passano saettanti cavalli montati da fantastici cavalieri, i cui neri mantelli svolazzano attorno alle spettrali figure. Soltanto quando la luna arriva a toccare il profilo del castello tutto ritorna lentamente nell'ombra e nel silenzio. Ma gli abitanti di Caspoggio e soprattutto i mandriani di Prabello o di Campagneda hanno visto ben di peggio. Nelle terribili notti in cui infuria la tempesta i cavalieri morti corrono sui loro scheletrici cavalli in corsa pazza sulle creste spazzate dal vento, urlando spaventosamente, scontrandosi tra loro in furibonde battaglie, illuminate dal bagliore dei fulmini. Meglio è allora chiudere bene le porte della baita e ritirarsi al letto pregando fervidamente Iddio." 

Altre leggende del luogo sono narrate da Massimo Dei Cas: www.paesidivaltellina.it

Molte leggende sono legate a luoghi magici. In Valtellina il monte magico per eccellenza è sicuramente il pizzo Scalino, in Valmalenco. Non si tratta, con i suoi 3323 metri, di una delle cime più alte della valle, ma la sua posizione felice (un po’ distaccata, verso sud-est, dalla testata dei giganti del vallone di Scerscen e della val Lanterna) e la sua forma inconfondibile, di slanciata piramide che si erge su una base poderosa, ne fanno un punto di riferimento inconfondibile, che si impone allo sguardo da diversi punti di osservazione, non solo in Valmalenco o in Val di Togno, ma anche sul versante orobico, tanto da essersi meritato, dagli alpigiani di Campagneda e Prabello, la denominazione di "Piz Bèl".
I Caspoggini, poi, considerano questo monte un po' come loro: gli alpeggi che si stendono ai suoi piedi, di Campagneda e Prabello, pur rientrando amministrativamente nel territorio di Lanzada sono infatti, dal secolo XVI, di loro proprietà.
Visto dall’alpe Prabello, che, con il rifugio Cristina, si stende proprio ai suoi piedi, il pizzo mostra tutto il poderoso e scuro contrafforte sul quale si eleva il profilo della cima. Assomiglia, quindi, ad un castello, dai bastioni imprendibili, su cui si eleva una torre maestosa. Probabilmente per questo (oltre che per il fatto di confinare con una delle valli magiche ed anche malefiche per eccellenza, la Val di Togno), che il pizzo ha dato luogo al fiorire di diverse leggende, o meglio, di diverse varianti di un’unica credenza.
Questa vuole che il suo interno sia cavo, e strutturato come una vera e propria fortezza, che ospita esseri magici e riproduce la corte di un castello. Su cosa accada poi in conseguenza di ciò, le varie versioni divergono, anche se non nella sostanza.
Una parla di una giostra cavalleresca, che vede cavalieri d’altri tempi rinnovare la disfida nelle chiare notti d’autunno, inverno e primavera, dall’ultimo rintocco della mezzanotte fino al tramonto della luna.
Un’altra versione parla, invece, della lotta eterna fra due armate, l’armata nera delle tenebre e quella bianca del giorno. Secondo questa versione il pizzo Scalino è diviso, al suo interno, in due settori, che ospitano le forze avverse. Il loro scontro si ripete ogni giorno, così come ogni giorno si ripete l’esito alterno: alla vittoria dell’armata delle tenebre, che determina il calar della notte, segue quella dell’armata della luce, che riporta aurora, alba e giorno. Questa versione fa del pizzo Scalino, la magica sede della regolare ciclicità del tempo, un luogo nel quale di notte scorazzano, trionfando della temporanea vittoria, i neri cavalieri delle tenebre, di giorno, gioendo della rivincita ottenuta, gli invisibili campioni della luce. 
Ecco, infine, come viene raccontata questa leggenda nel bel volume di Lina Rini Lombardini “In Valtellina - Colori di leggende e tradizioni”, Sondrio, Ramponi, 1950: “Una delle più suggestive nostre leggende s'irradia attorno al Pizzo Scalino. Crea sulle sue ferrigne rupi un favoloso castello. Non uno di quei fugaci e splendidi castelli fatti di nubi che presto il vento lacera e sfalda e disperde, ma un castello di roccia. A mezzanotte mentre il mondo dorme, lo  Scalino vive un'avventura arcana; perde la sua cima, proietta mastio e torrioni, s'inghirlanda di merli, trafora di feritoie le bertesche, dischiude finestrelle ogivali che, all'ultimo tocco di mezzanotte, s'illuminano; e una gran folla appare, formicola dentro le sale.
Sono cavalieri e dame che, al raggio della luna, o sotto il coro delle stelle, escono sul ponte levatoio, e scorrono giù lievi, a passo d'Ombre, lungo il dirupo, fino a uno spiazzo nevoso; armati a giostra gli uomini; palpitanti, dame e damigelle, in attesa che tra loro venga prescelta la Regina del Torneo, la Regina dell'Amore.
Tribune e steccati, sorgono d'impeto; alle prime s'affacciano le dame, pallide d'amabile tremore; fra gli aguzzi denti dello steccato, i cavalieri, ormai in groppa a bianchi leardi pur essi fatti di nulla, si slanciano l'un contro  l’altro. Squilli di corni e di trombe, impennarsi di cavalli: lampi e cozzi di lance, rimbombi di mazze ferrate sugli elmi e sulle corazze. Allorquando, tra i gemiti dei feriti, s'alzano le grida dei vincitori, s'avanza dalla tribuna la Regina del Torneo, la Regina della Bellezza. Scintillano al lume dell'astro d'argento i ricami delle sue vesti e dell'alto berretto a conoda cui fluttua un velo niveo. Sorride la dama offrendo ai vincitori corone e plausi... Ma se già nel cielo, che ha visto fuggir tutte le stelle, balugina il riverbero della prima luce, dame e cavalieri risalgono verso il castello, e con esso sfumano e dileguano.
E' invece una notte buia? Imperversa  sullo Scalino e sulle imponenti montagne che gli fanno blocco intorno, con fischi e lampie tuoni e folgori, l'uragano? Dalle porte del castello spalancate con gran fragore, escono solo uomini pronti a sanguinosa battaglia. Grida d'odio e di minaccia, rimbombo e cozzo d'armi, si mischiano all'urlo dei venti, all'accecante rotear del nevischio..., finché la oscurità notturna comincia a impallidire, e si placa, insieme alla furia degli uomini, la furia degli elementi.
Suggestiva per se stessa, la leggenda attrae e avvince anche perché introduce nelle due trasfigurazioni, di feste e di guerre, l'alternarsi di vicende liete e minacciose dei nostri castelli; ne condensa e rispecchia in certo qual modo la storia, specialmente del periodo feudale e dell'agitatissimo tempo dei Guelfi e Ghibellini.”

Ma al pizzo Scalino è attribuita anche l’origine degli altri luoghi celebri della valle: dalle sue nozze con Valmalenco, infatti, sarebbero nate la figlia Chiesa ed i figli Caspoggio, prima, e Lanzada, poi (cfr. "Una famiglia modello in Valmalenco", di Giuseppe Martorano, in "Esperia", Sondrio, giugno-luglio 1950, pp. 47-48).
Molti, dunque, i motivi per fantasticare, sul far del tramonto, ai piedi del gigante del versante orientale della Valmalenco.

AREE DI SORVOLO: CLASSIFICAZIONE

Esiste una zona situata tra la Valtellina ed il confine con la Svizzera, adibita ad area di addestramento per i velivoli sia della Confederazione Elvetica, che della nostra nazione. In questo quadrilatero è frequente il passaggio degli AEREI MILITARI svizzeri, impegnati nelle esercitazioni annuali, perché sulle nostre vette, così come su quelle di altri Stati, ci sono vere e proprie palestre per le esercitazioni al combattimento aereo. Tale area è stata istituita nel novembre 2009 con un accordo sottoscritto tra Aeronautica Militare Italiana e le Forze aeree svizzere. L'oggetto dell'intesa istituisce un settore aereo d'allenamento comune e transfrontaliero, una cosiddetta Cross Border Area (CBA). La nuova CBA confina con gli attuali settori aerei d'allenamento delle Forze Aeree Svizzere. Amplia così le possibilità di allenamento e semplifica l'organizzazione di esercitazioni congiunte delle due forze aeree.

Per nostra fortuna si tratta di combattimenti ed incursioni simulate, che si avvalgono di spari elettronici ed ordigni virtuali, come nel miglior videogioco dei nostri figli.



Di seguito il testo dell'accordo:

Nuovo settore d’allenamento transfrontaliero per le Forze aeree

Berna, 26.11.2009 - Nella giornata di giovedì, l'Aeronautica Militare Italiana e le Forze aeree svizzere hanno sottoscritto un accordo concernente un settore aereo d’allenamento comune e transfrontaliero – una cosiddetta Cross Border Area (CBA). La nuova CBA confina con gli attuali settori aerei d’allenamento delle Forze aeree svizzere. Amplia così le possibilità d’allenamento e semplifica l’organizzazione di esercitazioni congiunte delle due Forze aeree.

Il nuovo settore d'allenamento si trova a sud dei Grigioni e si spinge fino alla riva settentrionale del lago di Como. Si estende per oltre 45 km in lunghezza e 70 km in larghezza. Il limite di volo inferiore si situa a 20'000 piedi (circa 6600 metri). Grazie alla particolare situazione al di fuori delle rotte aeree densamente transitate, l'accordo consente un utilizzo efficiente dello spazio aereo. L'uso congiunto del settore d'allenamento non comporterà un aumento dell'inquinamento acustico per la regione. 

L'accordo è stato elaborato da entrambe le Forze aeree sin dal 2005, d'intesa con l'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) e l'organizzazione di sicurezza aerea skyguide. L'accordo stipulato tra l'Italia e la Svizzera è considerato un progetto pionieristico e permette alle due nazioni di prepararsi in vista del futuro sviluppo dello spazio aereo in Europa. Nel 2010 sono previste le prime esercitazioni nella CBA. Si tratta del secondo settore aereo d'allenamento transfrontaliero che può essere sfruttato dalle Forze aeree svizzere. Un primo accordo tra la Francia e la Svizzera regola dal 2002 la CBA congiunta sopra il Giura.

In vista dei futuri sviluppi nello spazio aereo europeo, le CBA assumono un ruolo sempre più importante, in particolare nel quadro del progetto Functional Airspace Blocks Europe Central (FABEC) e dell'iniziativa Single European Sky (SES). FABEC si fonda su contratti multinazionali, mentre SES si svolge sotto la sorveglianza della Commissione europea. Questi due elementi sostituiranno le strutture dello spazio aereo radicate storicamente a livello europeo.


Pubblicato da: Il Consiglio federale. Il portale del Governo svizzero Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport





Un articolo riguardante proprio questo accordo era apparso nel lontano 2009 sulle pagine del quotidiano locale La Provincia di Sondrio:

 https://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Homepage/104846_esercitazioni_aeree_attorno_al_bernina/


Ovviamente tale area, quando impegnata, presenta il divieto di sorvolo ai velivoli non autorizzati. A questo proposito è doveroso ricordare che esiste una classificazione con tre livelli di divieto:

-Papa (la P dell'alfabeto aeronautico) sta per PROHIBITED, è uno spazio aereo di dimensioni definite al di sopra del territorio o delle acque territoriali di uno Stato all'interno del quale il sorvolo è vietato h 24, per esempio gli ospedali utilizzati dall'elisoccorso possono esere tutelati da una P così da consentirne l'uso esclusivo agli elicotteri autorizzati che possono avvicinarsi, atterrare e decollare in assoluta sicurezza perché un certo spazio limitrofo e superiore è interdetto.

-Delta (la D dell'alfabeto aeronautico) indica DANGEROUS AREA è uno spazio aereo di dimensioni definite entro i quale possono svolgersi in determinati orari attività pericolose al volo.

Tale restrizione viene applicata quando il pericolo per gli aeromobili non ha portato all'istituzione di un'area regolamentata o vietata. Lo scopo è quello di richiamare l'attenzione verso la presenza di un pericolo potenziale, lasciando all'equipaggio o agli esercenti, la facoltà di valutare se tale pericolo rappresenta o meno un rischio per la sicurezza dei velivoli.

-Romeo (la R dell'alfabeto aeronautico) che significa RESTRICTED AREA o area regolamentata. Questa tipologia viene applicata tutte le volte che il volo degli aeromobili entro la zona designata, non è proibito, ma subordinato a determinate e specifiche condizioni, autorizzazioni o appunto restrizioni.

Queste aree vengono identificate con un codice alfanumerico assegnato dalle competenti autorità ed è così composto:

  • le due lettere identificative ICAO corrispondenti allo Stato che ha istituito la zona;

  • la lettera P, R oppure D, a seconda del tipo di area:

  • un numero per ciascuna zona non ripetibile all'interno dello Stato di riferimento. Esempio il codice LI D11 è assegnato alla zona pericolosa stabilita dall'Italia a cui è assegnato il numero 11, così come il codice EG R159 corrisponde alla zona regolamentata stabilita dall'Inghilterra alla quale è stato assegnato il numero 159 (fonte: Aeronautical Information Services ICAO).

Oltre a questo devono essere indicati anche altri elementi di informazione riguardanti le specificità delle aree (cit. Aeronautical Information Services ICAO, XIII Edizione 2010, Emendamento n. 1-36):

  • l'identificazione

  • le coordinate geografiche e i limiti verticali/laterali

  • il tipo della restrizione e la natura del pericolo

  • eventuali rischi di intercettazione nel caso di penetra

  • zione

  • altri dettagli pertinenti

Dove è previsto nelle condizioni specificate per ciascuna Area Regolamentata, l'Ente ATS responsabile, ha la facoltà di autorizzare l'attraversamento dell'area, è però obbligatorio l'uso del trasponder e il contatto radio con gli enti preposti.

L'attraversamento delle aree può avvenire sia in modalità di volo IFR (volo strumentale) che VFR (volo a vista).

La connotazione dell'area che insiste su parte della Valtellina è identificata col codice LI-R108 A e B (Alfa e Bravo) dove Alfa e Bravo indicano due aree sovrapposte con la prima (A) con un'estensione attualmente da FL155 (15.5000 piedi, oltre i 4700mt) a FL 315 (31.500 piedi, oltre i 9.600mt) e la LI-R108 B da FL315 fino a FL600 (60.000 piedi, oltre i 18.000 mt).

Tra gli elementi che consentono il sorvolo dei territori non dobbiamo dimenticare le aerovie, vere e proprie "autostrade" idealmente tracciate in cielo e riportate sulle mappe aeree per percorrere una determinata rotta. Tra quelle che solcano i nostri cieli abbiamo quelle civili identificate, sempre secondo gli standard ICAO, con le sigle Y170, Z73, Q217,Q333 e le corrispondenti d'alta quota UY170 ed a seguire, esse sono permanenti.

Quindi abbiamo visto a grandi linee come vengono stabilite le classificazioni per le zone di sorvolo del territorio e le rotte, ma tra tutti questi elementi una particolarità che ci ha incuriosito è che la Valtellina è tagliata in due per competenza tra gli enti del controllo del traffico aereo di Milano e Padova e la linea divisoria passa appena a destra della vetta del Pizzo Scalino, ricompreso nella competenza di Milano, una montagna che continua ad essere al centro dell'attenzione di TUTTO il traffico aereo!



Per chi fosse interessato a vedere il traffico aereo sopra le nostre teste in tempo reale consigliamo di buttare un occhio sul sito flightradar24 e per vedere la divisione degli spazi aerei e le rotte civili skyvector.com. Buon divertimento!



CONVEGNO GAUS

Nel quadro del crescente dibattito internazionale sugli UAP (Unidentified Anomalous Phenomena), alimentato negli ultimi anni dalle iniziativ...